Roberto Piga (Firenze, 1950), diplomato all’ISEF e laureato a Lione all’Université Claude Bernard presso l’Unité de Formation et de Recherche en Sciences et Techniques des Activités Physiques et Sportives, e a Torino in Scienze motorie. Fino al 2006 è stato docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, dipartimento di Scienze motorie, dell’Università di Firenze. Dal 1972 al 1989 è stato responsabile tecnico della squadra nazionale di atletica leggera. Attualmente è docente al Master di Ergonomia presso la scuola di specializzazione in Medicina del Lavoro dell’Università di Firenze. Numerosi atleti da lui preparati hanno ottenuto i massimi risultati internazionali: Panatta, Tomba, Andrei. Da quattordici anni segue Alessandro Del Piero in veste di esperto in “metodologia del lavoro muscolare”.

Vi racconto una storia… vi racconto come è nata la Bag4Fit.

Pinocchio e i muscoli di legno.

la Bag4Fit nasce nella mia casa nel Chianti in una giornata fredda e nebbiosa, in cui mancando una visione del mondo che ti circonda devi sviluppare un senso capace di rendere sensibile l’immateriale, l’astratto, fecondando certe aree cerebrali spesso escluse dal da farsi quotidiano. Come fare per rendere la sedentarietà meno opprimente? Come cercare di vincere quell’indolenza che ne è la madre, quella stessa di cui in quel momento ero vittima consapevole? Uno come me avrebbe dovuto essere da esempio invece anch’io nonostante il mio glorioso passato e presente, estremo sostenitore dei modelli motori, dell’esaltazione delle prestazioni muscolari, baluardo del movimento umano, ero lì vittima impotente della sedentarietà. Poi un lampo attraversò la mia mente perversa: la palestra la devi avere a portata di mano, in una borsa.. no! deve essere una borsa. Ora mi potrebbe essere utile.

Presi una tavoletta di legno e vi disegnai sopra un manico che frettolosamente ricavai con una sega rudimentale: e ora?

Pensai all’allenamento più efficace che avevo somministrato ai vari Panatta, Andrei, Tomba, Del Piero ed altri: il braking training che si esegue esaltando la parte in cui i muscoli lavorano nella fase eccentrica. Un elastico faceva quindi al caso mio ma dove trovarlo lì in campagna in una giornata uggiosa? Idea semplice ma geniale: le vecchie mutande cagi avevano un elastico in vita, le trovai in un sacchetto di cenci e cianfrusaglie, riposte in uno scantinato.

Fissai con una spillatrice il lembo estremo delle brache alla tavoletta, l’altro capo lo girai attorno ad un manico di scopa, tagliato alla lunghezza di circa 30 cm., e lo bloccai alla meno peggio con uno spago. Misi la tavoletta sotto i piedi e con la maniglia e l’elastico attaccato cominciai i primi movimenti. Funzionava!

La Bag4Fit derivata da una tavola di legno mi ricordava una sorta di pupazzo che si muove con l’elastico, forse è l’allegoria della mia esistenza trascorsa a studiare, modificare ed esaltare i movimenti e il loro significato. Inconsciamente avevo dato vita a tutti quei pensieri che sostanzialmente sono fatti di movimenti, muscoli, esercizi fatti in un certo modo anziché in un altro.

Mi vennero in mente le figure di Geppetto e il suo Pinocchio, marionetta di legno simbolo della meccanicità della persona che aspira a trovare un’anima. Con una certa ironia potrei affermare “un’anima motoria che combatta la sedentarietà“. Ma vi è di più.

pinocchio usa bag4fit

Ripensandoci bene. ci sono degli incroci significativi non solo con pinocchio ed ho spiegato il perchè, ma anche l’accostamento fra il legno e i muscoli: si dice spesso nel gergo sportivo, nell’analizzare un gesto non ben riuscito, oppure quando ci si muove avvertendo la sensazione che i muscoli non rispondano come si vuole: “oggi mi sento legnoso“. E’ proprio così anche nei soggetti ipocinetici, che quando si muovono hanno la sensazione di muoversi contro una resistenza e di affaticarsi in poco tempo. Gambe legnose e pesanti.

Se ci penso bene con la bag è venuto fuori anche la mia anima di chinesiologo e dio sa quante volte ho lottato affinchè la muscolatura diventasse elastica ed accondiscendente ai movimenti.

Già nel lontano 2001 con il libro “Il movimento nuove teorie ed applicazioni” (edito da Calzetti e Mariucci ) e poi in modo più approfondito nel 2007 con il libro “Training ergoattivo. il senso muscolare“, della stessa casa editrice, analizzai gli effetti dovuti all’allenamento relativamente al tempo di svolgimento. senza dilungarmi molto, rimando alla lettura dei libri.

L’inizio dell’allenamento era quello più proficuo, rispetto alla fase finale e centrale. In sostanza si trattava dei primi 15 minuti: così nacque l’idea di fare allenamenti corti e molto intensi, in cui l’intensità era contraddistinta dalla frequenza del movimento, dalla mancanza di recuperi e da un carico medio alto, tale cioè da consentire movimenti rapidi e frequenti.
Quel numero in mezzo a bag e fit è il 4 che rappresenta il tempo occorrente per svolgere un allenamento che sviluppi quelle reazioni fisiologiche necessarie a rendere la muscolatura più elastica ed efficiente.

L’intensità del lavoro muscolare in tempi brevi aumenta la sensibilità dell’insulina anche del 24% (Birmingham Universty), dando un contributo significativo al metabolismo muscolare e alla sua efficacia sul movimento. Questo dato è sorprendente se si pensa che un atleta per migliorare la forza del 5/10 % impiega anche un anno, per non parlare del miglioramento del VO2 massimo negli atleti che svolgono attività aerobiche di lunga durata, che spesso è minimo.

La bag4Fit può dunque essere utilizzata per tempi minimi, anche 60 secondi e sino a 240. naturalmente anche più volte nell’arco della giornata e della settimana.

Piga trasforma ogni cosa in misura scientifica, interpretandola con l’impeto caratteriale che gli è proprio. Il professore è un uomo massiccio, barbuto, ottimista, ex atleta da sempre impegnato con campioni dello sport sui quali proietta, insieme alle profonde conoscenze fisiopatologiche, un tipo di energia positiva che esalta e produce stimoli continui. Mi ha sempre colpito il contrasto tra il suo temperamento sanguigno e il controllo razionale che riesce subito a ristabilire. Trasmette forza animale attraverso grafici e programmi ferocemente rigorosi. Il nostro rapporto è maturato quotidianamente in verifiche meticolose sulla condizione della mia macchina anatomica. I metodi di Piga sono frutto di un percorso ‘terribilmente’ determinato e modificato in corso d’opera dal pungolo ossessivo della sua necessità di perfezione. (Tratto dalla prefazione del libro “Il Codice Del Piero” ed. Mondadori)

Alessandro Del Piero

Stella del Calcio

copertina libro movimento

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